17, 05 2012

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In Italia i mutui più cari d'europa

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Mutui - Secondo uno studio del Sole 24 ore che ha confrontato i mutui in europa, è emerso che stipulare un mutuo a tasso fisso in Italia costa il 13% in più. La media Europea è intorno al 4% per un mutuo a tasso fisso, mentre in Italia è del 4,60%. L'Associzione Bancaria Italiana (ABI) si difende giustificandone i motivi, ma a noi paiono solo grandi "voli pindarici".

Nell'intervista il responsabile dell'Abi ha dichiarato che "Un fattore rilevante nello spiegare il diverso profilo dei tassi è il rapporto tra l'ammontare del finanziamento e il valore della casa: la maggiore rischiosità di quei finanziamenti per cui il valore della garanzia è più contenuto comporta infatti un inasprimento delle loro condizioni economiche».

Primo volo pindarico: Tale condizione vale solo per i mutui al 100%, mediamente le banche tendono a mantenere costante lo SPREAD (il loro guadagno rispetto al tasso di riferimento) per tutti i mutui tra il 40-50% e l'80%. Sopra aumenta il costo in base alla rischiosità. Insomma, è già nella natura del mutuo esser più caro se aumenta il rischio, ma è il punto di partenza di base che è nettamente più caro in Italia che in Europa.

Ancora, secondo l'Abi «un altro risultato saliente dello studio, riguarda l'impatto della qualità delle infrastrutture immateriali. L'inefficienza della giustizia civile risulta infatti rilevante nello spiegare il livello dei tassi: al crescere dei costi connessi con le procedure giudiziarie, necessarie per far valere il credito vantato, le condizioni economiche applicate sui mutui diventano più onerose. Infatti - continua l'Abi - le banche nel prezzarli sembrano scontare i potenziali costi da sostenere nel caso in cui il soggetto finanziato diventi inadempiente. In base all'evidenza empirica riscontrata si può stimare quale sarebbe il beneficio per i mutuatari di interventi dei policy maker europei che assicurassero un aumento dell'efficienza della giustizia. In corrispondenza dei livelli del Lussemburgo, il paese europeo più efficiente sotto tale aspetto, le condizioni applicate sul tasso fisso potrebbero significativamente migliorare. In Italia il vantaggio che ne deriverebbe sarebbe maggiore di circa 50 punti base rispetto a quello medio degli altri principali quattro paesi dell'area euro».

Secondo volo pindarico: La consideremmo una giusta argomentazione se non fosse che successivamente nelle dichiarazioni di nuovo apportate, l'ABI non si contraddicesse nuovamente. Già perchè a quanto pare il costo del mutuo complessivo a tasso variabile in Italia è inferiore alla media europea. Ma come? Vorrà dire che l'inefficienza della giustizia italiana (di per sè un fatto evidente) vale solo per i mutui a tasso fisso, mentre per quelli a tasso variabile è più celere e solerte e quindi non aumenta i  costi!

La verità? beh noi pensiamo che per le banche italiane, tendenzialmente conservatrici, sia più sicuro puntare sul variabile, visto le condizioni ballerine attuali dei mercati, che rischiare di proporre un mutuo fisso al 4% col rischio che il mercato salti. Il 0,60% in più è il famoso costo di rischio che ci fa pagare la banca per sè.

Basta voli pindarici, diciamo le cose come stanno.



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